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Storia
La storia della Duca Bortini di Montebello ha radici davvero
profonde...
La
pubblicazione che segue , è un sunto tratto da una lettera autografa
redatta da Enrico Paolo Bortini Duca di Montebello ed indirizzata alla
persona del Sig. Marco Lorenzelli , Direttore della società .
Nell'autunno di
grazie 899 i miei Progenitori lasciarono la loro terra di origine,
l'Irlanda, per accompagnare Carlomagno, di cui erano fedeli vassalli,
fino a Roma, dove la notte di Natale dell'anno successivo, il Re dei
Franchi sarebbe stato incoronato primo imperatore del Sacro Romano
Impero dal Papa Leone 1° Magno.
Alla partenza da
Roma per far ritorno ad Acquisgrana (Aix la Chapelle) il novello
Imperatore decise di lasciare alcuni dei suoi più fidati Scudieri nei
luoghi più importanti a difesa, baluardo e protezione del Suo vasto
Impero. I miei si fermarono, nella zona di Castell'Arquato, attratti
dalla bellezza e dalla fertilità di quei luoghi oltrechè dalla loro
indubbia importanza strategica, nonchè, mi piace pensarlo, conquistati
da quel vino che poi si sarebbe chiamato "FUMAROLO". E' infatti
storicamente provato che il "GUTTURNIO", vino simbolo dei Colli
piacentini, con cui il FUMAROLO ha notevoli affinità, seppur un
diverso metodo di vinificazione, era il vino prediletto da Calpurnio
Pisone Piacentino, suocero di Caio Giulio Cesare, tanto prediletto che
Marco Tullio Cicerone ebbe il coraggio di accusarlo in senato di
"pensare troppo al succo di uva e troppo poco alla Res-Publica.
Ma, per tornare
ai miei antenati, essi si adattarono velocemente nonostante fossero
guerrieri bellicosi ed audaci: nel 1171 Enrico detto "Il Leone", fu il
Capitano dell'esercito che sconfisse l'Imperatore Federico Barbarossa
in una località chiamata Montebello. Forse un segno del destino ma
proprio al mio antenato fu dato l'incarico di custodire il Barbarossa,
in attesa stilare una pace onorevole e conveniente a tutte le parti in
causa. Al momento di lasciare definitivamente i miei avi e l'Italia,
l'Imperatore si fece solennemente promettere che il Fumarolo e la sua
segreta ricetta avrebbero continuato ad esistere poichè "niuno vino de
li loci circumstanti meliore in bontade de esto trovasi". E il
"Fumarolo" continuò ad esistere anche durante il lungo esilio dei
Duchi Bortini di Montebello in Germania. Fu presente sulle tavole del
Concilio di Trento espressamente voluto da Papa Paolo 3° Farnese.
Un altro
grandissimo Pontefice, Antonio Ghisleri, ovvero Papa Pio V, apprezzò
il "Fumarolo", dando inoltre il titolo di "Defensor Ecclesiae" al
Capitano Giovanni Andrea Bortini Duca di Montebello (a noi tutti noto
come Cavaliere Nero) per il valoroso comportamento tenuto nel 1571
durante la battaglia di Lepanto. In ordine al tempo, Giuseppe Verdi
che nel 1897 scrisse all'Avv. Giovanni Bortini Duca di Montebello per
ringraziarlo dell'ottimo vino che impreziosiva la Sua tavola.
E ultimo in
ordine di tempo, Sua Maestà Umberto 2° che a me personalmente concesse
il brevetto di Fornitore della Real Casa per il "Fumarolo".
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